Contributi negati, Provincia sconfitta

Il Tar accoglie l’istanza cautelare dell’associazione «La Comune». Per il diniego utilizzati criteri discriminatori

I criteri previsti dalla normativa provinciale per la concessione di contributi a sostegno dell’attività culturale di lingua italiano sono gravemente discriminatori perchè non previsti per ile associazioni di lingua tedesca e ladina. Sulla base di questa considerazione giuridica di fondo il Tar di Bolzano ieri ha accolto la sospensiva richiesta dall’associazione «La Comune» di Bolzano (assistita dall’ avvocatessa Renate Holzeisen) del diniego dei finanziamenti per lo svolgimento di attività culturali per l’anno 2017. Si tratta di un nuovo fronte di battaglia legale aperto dall’associazione nei confronti della Provincia (ed in particolare dell’assessorato alla cultura) che continua a negare aiuti economici a «La Comune».. Come noto è ancora pendente anche un fronte penale che andrà in discussione davanti al giudice Walter Pelino il prossimo 15 maggio. Due gli indagati: il commercialista bolzanino Vittorio Da Col (consulente tecnico) e Antonio Lampis, all’epoca direttore della ripartizione cultura in lingua italiana e attuale alto dirigente del Ministero ai beni culturali. L’ipotesi di accusa formulata nei confronti di Vittorio Da Col è di «falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici». A carico del dottor Lampis si ipotizza invece il reato di abuso d’ufficio. Per entrambi la Procura ha ribadito la richiesta di archiviazione ma l’associazione ha depositato opposizione con un’ampia memoria dell’avvocato Bonifacio Giudiceandrea. Ora dal fronte giudiziario amministrativo arriva sostanzialmente la conferma che il settore sembra regolato da criteri molto discrezionali e poco trasparenti, che sembrano studiati ad hoc per facilitare un controllo politico degli aiuti economici. Solo le associazioni che propongono iniziative culturali in lingua italiana debbono ad esempio dimostrare una «solidità finanziaria e programmatoria», aderire ad un codice etico recante prescrizioni non previste per gli appartenenti al gruppo tedesco e ladino, dimostrare di godere di una non meglio definita «ampia fiducia» da parte dell’amministrazione provinciale, dimostrare di non avere posizioni debitorie e nel caso presentare un piano di rientro, dare garanzie di trasparenza e correttezza. Inoltre le associazioni di lingua italiana, a fronte dell’attività culturale programmata, possono ricevere un anticipo massimo dell’80 per cento (del contributo complessivo previsto) mentre le associazioni di lingua tedesca del 90 . Non solo. In virtù della stessa disciplina i richiedenti italiani sono inoltre tenuti a fornire i propri bilanci ed a svolgere una approfondita istruttoria sugli stessi, mentre tedeschi e ladini sono completamente esentati. A tal proposito nell’ordinanza del giudice del Tar si sottolinea che la Provincia per dimostrare un presunto difetto di solidità finanziaria de «La Comune» (che l’associazione ha sempre negato con forza) ha addirittura richiesto un parere tecnico contabile ad una società specializzata (la Südtirol Finance di Bolzano) che però non è un soggetto terzo ma una società in house della Provincia stessa. L’ordinanza del Tar (presidente Edith Engl, consiglieri Terenzio Del Gaudio, Margit Falk Ebner e Alda Dellantonio) si conclude con l’ordine alla Provincia di riesaminare entro venti giorni l’istanza di contributo straordinario per le attività 2017 presentata dalla ricorrente cioè dall’associazione culturale «La Comune», tenendo conto ovviamente delle censure  formulate per i criteri contestati. Si tratta di un provvedimento concesso a titolo cautelare (l’udienza di merito è fissata per il 10 ottobre prossimo) posto il pericolo di danno grave e irreparabile per «La Comune» che, al pari delle altre associazioni culturali, sostiene la propria attività con i contributi pubblici.

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